<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Danilo Paissan &#187; PO</title>
	<atom:link href="http://www.danilopaissan.net/blog/category/pubblicazioni/po/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.danilopaissan.net/blog</link>
	<description>Perche` la tecnologia abbia successo, la realta` deve avere la precedenza sulle pubbliche relazioni</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 Dec 2009 07:11:08 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Riceviamo e volentieri pubblichiamo&#8230;</title>
		<link>http://www.danilopaissan.net/blog/2007/05/29/riceviamo-e-volentieri-pubblichiamo/</link>
		<comments>http://www.danilopaissan.net/blog/2007/05/29/riceviamo-e-volentieri-pubblichiamo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 May 2007 16:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo P.</dc:creator>
				<category><![CDATA[A+D+M]]></category>
		<category><![CDATA[M4S]]></category>
		<category><![CDATA[OF]]></category>
		<category><![CDATA[PO]]></category>
		<category><![CDATA[Sunrise]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danilopaissan.net/blog/2007/05/29/riceviamo-e-volentieri-pubblichiamo/</guid>
		<description><![CDATA[Finalmente mi sono deciso a mettere online la prima parte della raccolta di articoli che negli ultimi due anni ho scritto per la casa editrice Dogma. Il tono degli articoli, data l&#8217;audience e le competenze dello scrivente, &#232; volutamente molto divulgativo, si potrebbe dire molto Beggi like (scusa Andrea).
Le riviste su cui sono apparsi sono, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente mi sono deciso a mettere online la prima parte della raccolta di articoli che negli ultimi due anni ho scritto per la casa editrice <a href="http://www.dogma.it/" target="_blank">Dogma</a>. Il tono degli articoli, data l&#8217;audience e le competenze dello scrivente, &egrave; volutamente molto divulgativo, si potrebbe dire molto <em><a href="http://www.andreabeggi.net/" target="_blank">Beggi like</a></em> (scusa Andrea).</p>
<p>Le riviste su cui sono apparsi sono, in ordine sparso:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.admmagazine.it/" target="_blank">A+D+M</a></li>
<li><a href="http://www.professionaloptometry.it/" target="_blank">P.O. Professional Optometry</a></li>
<li><a href="http://www.otticafisiopatologica.it/" target="_blank">O.F. Ottica Fisiopatologica</a></li>
<li><a href="http://www.madeforsport.it/" target="_blank">Made For Sport</a></li>
<li><a href="http://www.visionisgroup.it/" target="_blank">Sunrise</a></li>
</ul>
<p>gli articoli verranno pubblicati man mano che avr&ograve; il tempo di farlo e saranno accedibili da questi link:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.admmagazine.it/" target="_blank">A+D+M</a></li>
<li><a href="/blog/category/pubblicazioni/po/" target="_blank">P.O. Professional Optometry</a></li>
<li><a href="/blog/category/pubblicazioni/of/" target="_blank">O.F. Ottica Fisiopatologica</a></li>
<li><a href="/blog/category/pubblicazioni/m4s/" target="_blank">Made For Sport</a></li>
<li><a href="/blog/category/pubblicazioni/sunrise/" target="_blank">Sunrise</a></li>
</ul>
<p>Scrivere articoli divulgativi, nei finesettimana, quando vorresti fare altro, scrivendo di cose che in quel momento non ti interessano molto non &egrave; che mi piaccia moltissimo, per&ograve; scrivere per spiegare agli altri insegna a chiarirsi meglio i concetti. Siamo tutti abituati a documentarci per ore quando ci chiedono di installare quel demone FTP con autenticazione su server LDAP e quota su mysql che <em>mai-pi&ugrave;-senza</em>, per&ograve; molto spesso, siamo molto superficiali con realt&agrave; che usiamo molto pi&ugrave; spesso e che meriterebbero altrettanta attenzione (Wikipedia, Skype, ecc&#8230;). Ecco scrivere un articolo che verr&agrave; stampato in decine di migliaia di copie mi ha insegnato a cercare di approfondire di pi&ugrave; anche le cose che reputo pi&ugrave; banali.</p>
<p><span class="ttag"><img src="/blog/img/technobubble.gif" alt="Technorati Tags" /> <a href="http://www.technorati.com/tag/dogma" rel="tag">Dogma</a>&nbsp;<a href="http://www.technorati.com/tag/m4s" rel="tag">M4S</a>&nbsp;<a href="http://www.technorati.com/tag/po" rel="tag">P.O. Professional Optometry</a>&nbsp;<a href="http://www.technorati.com/tag/ADM" rel="tag">A+D+M</a>&nbsp;<a href="http://www.technorati.com/tag/sunrise" rel="tag">Sunrise</a>&nbsp;<a href="http://www.technorati.com/tag/Ottica+Fisiopatologica" rel="tag">O.F. Ottica Fisiopatologica</a></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danilopaissan.net/blog/2007/05/29/riceviamo-e-volentieri-pubblichiamo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tagliamo i fili con le vecchie reti: breve introduzione al Wi-Fi</title>
		<link>http://www.danilopaissan.net/blog/2007/05/29/tagliamo-i-fili-con-le-vecchie-reti-breve-introduzione-al-wi-fi/</link>
		<comments>http://www.danilopaissan.net/blog/2007/05/29/tagliamo-i-fili-con-le-vecchie-reti-breve-introduzione-al-wi-fi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 May 2007 15:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo P.</dc:creator>
				<category><![CDATA[PO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danilopaissan.net/blog/2007/05/29/tagliamo-i-fili-con-le-vecchie-reti-breve-introduzione-al-wi-fi/</guid>
		<description><![CDATA[
	Anche se l&#8217;autore del testo sono io tutti i diritti sono stati ceduti a Dogma s.r.l. e quindi viene ripubblicato qui per gentile concessione dell&#8217;editore

L’utilizzo delle reti wireless crea una grande opportunità, bisogna però saperla governare
Nel numero di giugno di P.O. Professional Optometry in questa rubrica, nell’articolo intitolato “Quando la tecnologia diventa design”, sottolineavamo l’antiesteticità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
	<em><strong>Anche se l&#8217;autore del testo sono io tutti i diritti sono stati ceduti a <a href="http://www.dogma.it/">Dogma s.r.l.</a> e quindi viene ripubblicato qui per gentile concessione dell&#8217;editore</strong></em>
</p></blockquote>
<h2>L’utilizzo delle reti wireless crea una grande opportunità, bisogna però saperla governare</h2>
<p>Nel numero di giugno di P.O. Professional Optometry in questa rubrica, nell’articolo intitolato “Quando la tecnologia diventa design”, sottolineavamo l’antiesteticità di ogni forma di cavo e la speranza che prima o poi qualcuno riuscisse ad eliminarli definitivamente. Sempre in quell’articolo abbiamo visto come eliminare semplicemente, senza operare nessun cambiamento nell’infrastruttura IT (Information Technology) della vostra attività, i cavi della tastiera e del mouse, accennavamo però anche alla possibilità di eliminare anche i cavi di rete grazie alle reti Wi-Fi.</p>
<p>Wi-Fi, abbreviazione di Wireless Fidelity, è il nome commerciale utilizzato per le reti locali senza fili – WLAN – basate sulle specifiche IEEE 802.11. Questa tecnologia permette, tramite l’uso di apparati piuttosto economici e semplici da configurare, di creare reti, dalle topologie anche complesse, senza far uso di fili ed in grado di coprire un’area piuttosto vasta.</p>
<p>Ma da dove si comincia nel creare una rete Wi-Fi?</p>
<p><span id="more-51"></span></p>
<h2>Una rete elementare</h2>
<p>Per iniziare basta veramente poco, gli elementi di base sono soltanto due:</p>
<ol>
<li>un Acces Point che metta in comunicazione la nostra rete senza fili con la internet o con il resto della rete “wired”;</li>
<li>una scheda di rete wireless per permettere al nostro desktop/laptop di comunicare con la nostra nuova e sfavillante rete Wi-Fi.</li>
</ol>
<p>Partiamo dall’Access Point (AP nel seguito). Esistono centinaia di produttori di AP Wi-Fi ed ognuno di essi mediamente produce circa una decina di modelli di AP Wi-Fi, questo significa una gamma praticamente illimitata di scelta.</p>
<p>Allora come orientarsi? Il primo aspetto da tenere in considerazione è quali opzioni di sicurezza l’AP supporta. Infatti nelle reti Wi-Fi, vedremo in seguito, la sicurezza è uno degli aspetti più importanti ma anche più trascurati. Quindi bisognerà accertarsi che il nostro AP supporti almeno i principali protocolli di cifratura (WEP, WPA, WPA2) e che permetta di filtrare le connessioni in base ai MAC Address (MAC Address Access Control).</p>
<p>Altro parametro da tener in considerazione per poter fare una scelta oculata è quello del sistema di management dell’AP. I primi modelli avevano un sistema di management per iniziati, con interfacce a carattere, raggiungibili via telnet o via seriale, ed anche l’eventuale aggiornamento del firmware, il software di gestione dell’AP, era piuttosto complicato e non alla portata dell’utente comune. Oggi le cose sono per fortuna molto cambiate: nella scelta di un nuovo AP è da considerarsi positivo il fatto che convivano differenti metodi di management: via web come minimo, via telnet, ssh, ecc&#8230;</p>
<p>Altri parametri da tenere in considerazione sono quali e quanti standard di comunicazione può gestire l’AP (IEEE 802.11n, 802.11g, 802.11b, 802.11, ecc&#8230;) ed i modi di funzionamento dell’AP (AP Client, PtP Bridge, PtMP Bridge, Repeater).</p>
<p>Concludendo, più il nostro AP sarà configurabile più sarà facile per noi adattarlo alle nostre esigenze.</p>
<p>Per quanto riguarda la scheda di rete wireless che gestirà la connessione dal lato del nostro computer la scelta è sicuramente molto più semplice, infatti i laptop di nuova generazione sono praticamente già tutti provvisti della capacità di connettersi alla rete Wi-Fi.</p>
<p>Per i desktop il discorso è differente, pochissimi modelli infatti possiedono una scheda di rete con funzionalità Wi-Fi, per questo motivo è necessario, nel caso ci si voglia connettere ad una rete wireless di questo tipo, acquistarne una in un secondo tempo ed installarla. Le schede Wi-Fi acquistabili sono, in linea di massima, di tre tipi: PCI, Cardbus, USB.<br />
Il primo tipo può essere utilizzato unicamente sui computer desktop, mentre le schede di rete di tipo USB possono essere utilizzate anche dai laptop.<br />
Per le schede di tipo Cardbus, originariamente concepite per i laptop, dobbiamo aprire una parentesi: è infatti possibile, tramite un adattatore PCI utilizzare le schede Cardbus anche sui computer Desktop.<br />
Quindi, riassumendo, se volessimo connettere ad una rete wireless il nostro portatile avremmo tre possibilità: il nostro laptop è già predisposto per la connessione alle reti Wi-Fi, acquistiamo una scheda di rete Cardbus o acquistiamo una scheda di rete USB. Invece, nel caso dovessimo collegare un desktop ad una rete wireless le possibilità sarebbero: una scheda di rete PCI, un adattatore PCI unito ad una scheda di rete Cardbus o una scheda USB.</p>
<p>Che cosa scegliere? Quando si deve procedere all’acquisto di un accessorio, quale una scheda di rete, è sempre meglio rivolgere la propria attenzione verso le tecnologie che ci permettono la maggior trasportabilità e compatibilità fra computer differenti, sistemi operativi differenti, ecc&#8230; Nel nostro caso quindi, sia per i desktop che per i laptop, nel caso si debba acquistare una scheda di rete Wi-Fi la scelta migliore potrebbe essere quella di una scheda USB: nessun problema sui portatili, nessun problema sui desktop, supportato da praticamente tutti i sistemi operativi. Un altro parametro da tenere sott’occhio durante la fase di scelta è il range di velocità supportate dalla scheda: devono essere compatibili, possibilmente verso l’alto, con quelle dell’AP.<br />
Per essere più chiari faremo un esempio: prendiamo una rete Wi-Fi gestita da un AP datato, con una velocità massima supportata di 10 Mbps. Ora, in uno scenario del genere, acquistare una schede di rete con una velocità massima di 54 Mbps o superiore rappresenterebbe un esborso di denaro del tutto inutile.</p>
<h2>Una struttura più complessa</h2>
<p><img id="image53" src="http://www.danilopaissan.net/blog/wp-content/uploads/2006/11/schema.jpg" alt="WiFi" />Dopo aver visto quali sono gli elementi costitutivi di una rete wireless e con quali criteri sceglierli, vediamo come rendere più produttiva la nostra rete Wi-Fi aumentando il numero e la tipologia dei dispositivi wireless.<br />
Per cominciare descriviamo l’ambiente operativo che andremo ad implementare: la nostra rete Wi-Fi sarà collegata ad internet tramite un modem ADSL, sempre da internet sarà divisa da un firewall, al nostro firewall saranno connessi il nostro AP munito di un’antenna omnidirezionale indoor ad alto guadagno ed un certo numero di altri dispositivi “wired”. Inoltre la nostra rete wireless comprenderà anche un NAS (Network Attached Storage), un print server per la nostra stampante di rete.<br />
Come configurare tutto questo?<br />
Partiamo dall’inizio: la nostra piccola, sofisticata e, a questo punto, “wireless” LAN accederà ad internet tramite una efficace ed economica connessione ADSL. Per fare questo basterà utilizzare un normale modem ADSL con interfaccia ethernet, ovvero che “esca” con un cavo di rete e non con un’interfaccia USB. L’uscita ethernet del nostro modem ADSL dovrà essere messo in entrata al nostro firewall.<br />
Su come si sceglie, si configura, ecc&#8230; un firewall hardware abbiamo già discusso ampiamente nel numero di febbraio 2006 di questa rubrica intitolaro “Problemi e soluzioni legati alla sicurezza informatica: strutturiamo la nostra prima linea di difesa”.<br />
Nella nostra rete il firewall avrà anche funzioni di DHCP server, ovvero si occuperà di configurare dinamicamente gli host (rilasciare gli IP, configurare il DNS, ecc&#8230;). Descrivendo l’ambiente che stiamo andando a configurare avevamo anticipato che alcuni dei computer in rete sarebbero stati “wired”, quindi bisognerà prevedere un piccolo hub, uno switch anche se molti firewall già prevedono più porte di uscita. Quindi, nel caso il firewall preveda più porte ethernet di uscita una sarà collegata all’AP e le altre, se sufficenti, serviranno le utenze “wired”. In caso il firewall preveda un’unica porta ethernet d’uscita, quest’ultima dovrà essere collegata in ingresso ad un hub o ad uno switch di cui un’uscita sarà collegata all’AP e le altre serviranno le utenze “wired”.<br />
La scelta dell’AP dovrà essere guidata dagli stessi criteri che abbiamo enunciato prima: molteplicità di sistemi di interfacciamento, protocolli di interfacciamento, filtro dei MAC Address, standard di comunicazione. Supponendo che la nostra rete wireless sia distribuita su di un’area piuttosto vasta, inframezzata da muri o distribuita su più piani di un edificio si porrà l’esigenza di aumentare il raggio d’azione del nostro apparato. Questo si può ottenere facilmente sostituendo la normale antenna dell’AP con un’antenna omnidirezionale ad alto guadagno, questo semplice ed economico accorgimento ci permetterà di ampliare di molto la portata del nostro AP. Non ci resta che configurare il resto degli apparati wireless all’interno della rete. Avevamo infatti previsto un piccolo NAS (Network Attached Storage), ed un Print Server: il primo ci permetterà di creare un punto centrale per l’archiviazione senza doverlo connettere fisicamente alla nostra rete, un’opportunità che non ci cambierà proprio la vita ma che senz’altro potrebbe rivelarsi molto comoda; il secondo ci permetterà di mettere in rete, di condividere, una stampante con interfaccia ethernet, USB o parallela eliminando del tutto i cavi, un’opportunità decisamente interessante.</p>
<h2>Vantaggi</h2>
<p>I vantaggi di una rete senza fili sono subito evidenti a tutti, ormai le velocità sono assolutamente comparabili con quelle di una tradizionale LAN (le reti Wi-Fi di ultima generazione permettono di raggiungere velocità teoriche intorno ai 100 Mbps) ma non esiste più la necessità di dover stendere i cavi compromettendo l’estetica del punto vendita o dell’ufficio e contemporaneamente, rendendo inutile il dover determinare a priori la topologia della rete, rendendola di fatto estremamente più flessibile al cambiamento.<br />
Pensate, con le reti tradizionali una volta deciso dove mettere i computer e quindi le borchie di rete, spostare, o aggiungere un’utenza, in un secondo tempo, richiedeva l’impiego di orribili prolunghe o di costosi interventi sia di un elettricista che, molto spesso, di un muratore.<br />
Con le reti wireless la creazione di una nuova utenza, vedremo in seguito, necessita soltanto di una normale operazione sistemisticha, mentre lo spostamento di una postazione di lavoro non necessita di nessun intervento, addirittura nel caso dello spostamento di un laptop, lo spostamento, può avvenire senza spegnere il computer e senza che la connessione venga persa. Inoltre le connessioni wireless trovano il loro campo d’elezione in quegli impieghi dove l’utilizzo di reti tradizionali è difficilmente proponibile, come ad esempio grandi spazi aperti (giardini, parchi, ecc&#8230;) o spazi pubblici (biblioteche, areoporti, sale d’attesa, hotspot, internet caffè, ecc&#8230;).</p>
<h2>Pericoli</h2>
<p><img id="image54" src="http://www.danilopaissan.net/blog/wp-content/uploads/2006/11/Warchalking.png" alt="Warchalking" />Ma ogni medaglia ha due lati. Infatti, a fronte dei molti vantaggi che l’adozione Wi-Fi porterà alla vostra infrastruttura IT, esistono anche dei rischi nell’utilizzo di questa tecnologia. Infatti, ad oggi, anche con l’adozione di tutti i meccanismi di cifratura e di sicurezza che questa tecnologia mette a disposizione non si sono ancora raggiunti gli standard di sicurezza tipici di una rete classica.<br />
È quindi molto importante porre estrema attenzione nella configurazione dell’AP per evitare che ospiti indesiderati possano connettersi alla nostra rete e, in seconda battuta, configurare in maniera sapiente le regole del firewall per completare la protezione perimetrale della nostra rete.<br />
Molto spesso infatti chi utilizza AP Wi-Fi un po’ per pigrizia, un po’ per mancanza di conoscenze tecniche, decide di non configurarlo e di utilizzarlo quindi in modalità completamente “open”. Certo funzionerà, ma chiunque sarà libero di collegarsi alla nostra rete Wi-Fi e con un minimo di malizia poter accedere ai dati custoditi sui computer all’interno della rete stessa o, da un certo punto di vista, peggio ancora utilizzare la nostra connessione ad internet in maniera totalmente anonima.<br />
Non si creda che quest’ultimo scenario sia così inconsueto come potrebbe sembrare, provate ad aggirarvi con un dispositivo Wi-Fi, un portatile ad esempio, per un quartiere in cui hanno sede, ad esempio, molti studi professionali e vedrete quante connessioni aperte a tutti troverete! Anzi, la cosa è talmente diffusa che, specialmente nei paesi anglosassoni, è stato dato un nome a chi, spostandosi in auto munito di antenna e computer portatile, va alla ricerca di reti Wi-Fi accessibili: wardriving.<br />
Esiste anche un insieme di simboli, codificati da chi pratica il wardriving, da dipingere sui palazzi o sulla strada di fronte ad essi per segnalare, in quel punto, che tipo di rete è disponibile. Quindi il pericolo di un’incursione all’interno della nostra rete Wi-Fi è un pericolo con cui fare i conti e da non sottovalutare.<br />
Ma torniamo per un attimo alla configurazione dell’AP. Per aumentare la sicurezza dobbiamo come minimo attivare la funzionalità di “MAC Address Access Control” aggiungendo tutti i MAC Address (Media Access Control Address, l’indirizzo fisico della scheda di rete) dei dispositivi wireless che faranno parte della nostra rete ed impostando il flag che solo e soltanto tali dispositivi potranno accedere all’AP. Questo primo setup darà un primo livello di sicurezza, molto banale, alla nostra rete wireless, per raggiungere un livello quantomeno soddisfacente dovremo anche utilizzare un protocollo di sicurezza: WEP come minimo, WPA meglio ancora.<br />
Quindi, come abbia già detto parlando dei firewall, non facciamoci fermare da eventuali pericoli ma cerchiamo di non ignorarli.</p>
<h2>Powerline</h2>
<p><img id="image55" src="http://www.danilopaissan.net/blog/wp-content/uploads/2006/11/dlan.jpg" alt="Powerline" />Il Wi-Fi non è l’unica possibilità che la tecnologia ci mette a disposizione, è sicuramente la più flessibile, la più diffusa e, tutto sommato, la più economica, ma non l’unica.<br />
Un’altra tecnologia molto interessante è quella “powerline” che veicola, tramite appositi adattatori, il traffico di rete sulle linee elettriche. Questo tipo di tecnologia ci permette di sfruttare la rete elettrica preesistente e, normalmente, piuttosto capillare per due scopi: la distribuzione dell’energia e dei dati.<br />
I vantaggi nell’utilizzo di questo tipo di adattatori sono molti: elevatissima sicurezza, alte velocità (fino a 200Mbit/s) ed estrema semplicità di configurazione, gestione ed utilizzo. Come in ogni cosa, d’altro canto, ci sono anche degli svantaggi, primo fra i quali un elevato costo di acquisto per ogni adattatore e serve un adattatore per ogni dispositivo da mettere in rete.<br />
Nel complesso, se la vostra rete non comprende un numero elevatissimo di dispositivi e per voi la sicurezza è un punto cruciale il powerline potrebbe essere un’ottima alternativa.</p>
<h2>FON</h2>
<p>FON è un movimento nato in Spagna fra il gennaio e il febbraio del 2006 da un&#8217;idea di Martin Varsavsky e punta a far sì che ogni persona dotata di collegamento a banda larga possa condividerlo via wireless con altri membri della comunità.<br />
Dapprima movimento nato come associazione, ha mutato poi leggermente il suo schema, sono stati introdotti infatti vari livelli di affiliazione che vengono così riassunti:</p>
<ul>
<li>Linus: è il membro non profit del movimento FON. Egli cederà parte della sua connessione internet a tutti i membri della comunità FON che si troveranno nelle immediate vicinanze del suo router. In cambio godrà di libero roaming presso tutti i punti di accesso FON</li>
<li>Bill: i Bill non godranno di free roaming nella rete degli hotspot FON, ma percepiranno il 50% dei profitti generati dagli utenti Alien che si collegheranno al loro hotspot</li>
<li>Alien: chiuque può registrarsi ad un hotspot FON. Se non si è Linus infatti, basta acquistare un pass giornaliero e navigare per 24 ore su tutta la rete degli hotspot FON.</li>
</ul>
<p>Per diventare un membro della comunità FON basta collegarsi al loro sito, iscriversi ed acquistare, per una cifra assolutamente irrisoria un AP completo di firmware FON. Attenzione però, le regole che governano il network FON, in Italia, come in molti altri paesi possono essere in contrasto con la normativa vigente (per l’Italia si veda il Decreto “Pisanu”, Decreto del Ministero Degli Interni del 16 agosto 2005).</p>
<p><a href="http://www.professionaloptometry.it/openfile.asp?f=15_08_03">Qui</a> la versione stampabile</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danilopaissan.net/blog/2007/05/29/tagliamo-i-fili-con-le-vecchie-reti-breve-introduzione-al-wi-fi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quando la tecnologia diventa design</title>
		<link>http://www.danilopaissan.net/blog/2007/05/29/quando-la-tecnologia-diventa-design/</link>
		<comments>http://www.danilopaissan.net/blog/2007/05/29/quando-la-tecnologia-diventa-design/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 May 2007 15:40:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo P.</dc:creator>
				<category><![CDATA[PO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danilopaissan.net/blog/2006/06/01/quando-la-tecnologia-diventa-design/</guid>
		<description><![CDATA[
	Anche se l&#8217;autore del testo sono io tutti i diritti sono stati ceduti a Dogma s.r.l. e quindi viene ripubblicato qui per gentile concessione dell&#8217;editore

È finito il tempo in cui valore funzionale e valore estetico dovevano per forza essere visti come parametri inconciliabili
Il sogno iniziale di Paul Allen e Bill Gates – un computer su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
	<em><strong>Anche se l&#8217;autore del testo sono io tutti i diritti sono stati ceduti a <a href="http://www.dogma.it/">Dogma s.r.l.</a> e quindi viene ripubblicato qui per gentile concessione dell&#8217;editore</strong></em>
</p></blockquote>
<h2>È finito il tempo in cui valore funzionale e valore estetico dovevano per forza essere visti come parametri inconciliabili</h2>
<p>Il sogno iniziale di Paul Allen e Bill Gates – un computer su ogni scrivania e in ogni casa – oggi, a trent’anni di distanza, penso che si possa dire realizzato. Infatti, nella nostra esperienza quotidiana, ormai è difficile entrare in contatto con realtà commerciali di ogni dimensione che non facciano largo uso ad ogni livello, dalla gestione di magazzino fino alla diretta interazione con il cliente, di terminali informatici.<br />
Quando fecero la loro comparsa fra le mani delle persone comuni i primi modelli di personal computer, oltre ad avere un set di funzionalità assolutamente ridicole se comparate con quelle attuali, erano anche molto ingombranti e, diciamo la verità, francamente piuttosto brutti, ma non era un problema. Infatti il fascino misterioso emanato da quelle costosissime “macchine pensanti”, unito alla scarsissima diffusione iniziale, ne faceva ignorare qualsiasi altro aspetto negativo.<br />
Oggi, nella progettazione dei punti vendita e degli spazi aperti al pubblico in generale, si pone una sempre maggior attenzione al design, utilizzando materiali ricercati e soluzioni innovative per mezzo della consulenza di architetti. Purtroppo, molte volte, all’interno di spazi ottimamente concepiti, dalle proporzioni e linee assolutamente armoniche non è inusuale trovare voluminosi personal computer, dal design, dal colore e dai materiali che comunicano un messaggio assolutamente differente dall’ambiente circostante.<br />
Un altro esempio di come il computer non venga ancora universalmente percepito come elemento di stile è dato dal fatto che molto spesso elegantissimi uomini d’affari, stilosissime donne manager, agenti e rappresentanti, tutte persone che a partire dall’auto che guidano, passando agli abiti e agli accessori che indossano comunicano stile e ricercatezza, quando si parla di personal computer molto spesso estraggano portatili esteticamente primitivi, sicuramente potenti, sicuramente costosi, ma più adatti alla borsa di un geek.<br />
Esiste una soluzione? Fino a pochi anni fa la risposta sarebbe stata un inequivocabile no, all’estetica si prediligeva la funzionalità e comunque le possibilità di miniaturizzazione non consentivano di creare dispositivi dalle dimensioni contenute.<br />
Oggi, grazie anche ad alcune società che hanno fatto un po’ la parte degli apripista del settore, si sono rese disponibili, ed ogni giorno se ne aggiungono di nuove, soluzioni decisamente interessanti che coniugano alta tecnologia e scelte estetiche notevoli.<br />
Cerchiamo ora di capire quali siano le soluzioni che il mercato mette a disposizione a seconda delle esigenze.</p>
<p><span id="more-52"></span></p>
<h2>Eliminare i cavi prima di tutto</h2>
<p>L’uomo che riuscirà ad eliminare tutti i cavi dall’esterno di un computer sarà un uomo ricco, questo è quello che ho sempre pensato. Quel giorno non è ancora arrivato ma passi avanti ne sono stati fatti parecchi: oggi, ad esempio, è possibile eliminare i cavi di rete tramite l’utilizzo di dispositivi Wi-Fi, questo però richiederebbe un cambiamento strutturale all’infrastruttura IT. Cambiamenti molto meno intrusivi si possono ottenere sostituendo la tastiera ed il mouse tradizionale con un modello wireless (senza fili). Ne esistono diversi modelli che sfruttano diverse tecnologie di connessione, le tre principali sono quella ad infrarossi, quella a radio frequenza e quella bluetooth.<br />
Il sistema di collegamento ad infrarossi è stato il primo a comparire sul mercato ma, anche se sopravvive in alcuni dispositivi di fascia economica, ormai è assolutamente superato. Esso infatti, basandosi sulla trasmissione di raggi con una lunghezza d&#8217;onda maggiore della luce visibile prevede che i dispositivi riceventi e trasmissivi siano “in vista” l’uno dell’altro, questa prerogativa li rende di difficile utilizzo in un ambiente, quale il banco, spesso ingombro di oggetti.<br />
La radio frequenza è, ad oggi, il sistema più utilizzato per il collegamento wireless di dispositivi come le tastiere ed i mouse. La tecnologia su cui si basa non prevede che i dispositivi riceventi e trasmissivi siano “in vista” l’uno dell’altro, è sufficente che i due dispositivi stiano entro una certa distanza l’uno dall’altro. L’affidabilità di questo tipo di soluzione è piuttosto elevata ed anche il prezzo è comunemente accessibile.<br />
La tecnologia bluetooth, fra le tre, è l’ultima arrivata: tecnicamente si tratta comunque di trasmissioni in radio frequenza, la novità risiede nel fatto che i dispositivi bluetooth-enabled aderiscono ad uno standard trasmissivo quindi, indipendentemente dal produttore, sono tutti compatibili fra loro. Ad esempio, se il nostro nuovo computer è bluetooth-enabled non dovremo preoccuparci di comprare una tastiera bluetooth di una marca particolare, dovremo preoccuparci solo di comprare la tastiera che più ci piacerà.</p>
<h2>Togliamo dalla vista gli scatoloni</h2>
<p>Fino a pochi anni fa tutti i personal computer avevano il case (l’involucro esterno del computer – lo scatolone) di uno scoraggiante color panna/grigio chiaro che, con il passare del tempo, virava ineluttabilmente al giallo. Passata l’era del grigio, i produttori di personal computer hanno cominciato ad introdurre nuove e più moderne colorazioni come il nero, il blu, l’alluminio, ecc&#8230; Purtroppo però le forme e i volumi, almeno all’inizio, non furono prese in considerazione. Quindi sempre la solita concezione monitor-case-tastiera-mouse con soltanto una mano di colore. La prima società a pensare in maniera aternativa è stata Apple che nel ’98 ha introdotto il primo modello di iMac, un computer a forma monoblocco, proprio come il primo Mac, in cui il case, decorato con motivi assolutamente trendy e prodotto con materiali semitrasparenti, integrava anche il monitor. Questo modello, questa esperienza, hanno aperto le porte a tutta una nuova generazione di personal computer dal design assolutamente innovativo e ricercato. A dire il vero per anni la Apple di Steve Jobs è rimasta l’unica ed incontrastata leader nel campo del design applicato all’informatica di consumo, con tutta una serie di prodotti veramente affascinanti come la seconda generazione dell’iMac (iMac G4), caratterizzata da una semisfera come base fino all’aspetto dell’iMac G5 o di quello Intel (disegnati da Jonathan Ive). Proprio quest’ultimo rappresenta un vero e proprio punto di riferimento sia dal punto di vista tecnologico che del design, esso è infatti dotato di un processore Intel Core Duo che, almeno secondo Apple, lo rende due volte più veloce della precedente versione dotata dei processori G5. Ma il vero punto di forza a livello di design è rappresentato dal fatto che tutto il computer, monitor, masterizzatore DVD, ecc&#8230;, è racchiuso in un packaging che di solito è dedicato al massimo al solo il monitor LCD. Con un monitor da 17 o 20 pollici, il case completamente bianco neve, tastiera e mouse bluetooth, l’iMac si pone come un vero e proprio riferimento per il design. Per chi non nutrisse grande simpatia per i sistemi della casa di Cupertino o non potesse tecnologicamente utilizzarli, nel frattempo alcuni produttori più scaltri ha creato delle alternative. Infatti, anche se non in molti, alcuni hanno notato l’incremento della presenza di Apple sul mercato proprio dovuto alla capacità di unire scelte tecnologiche e design. Fra i produttori che più hanno fatto tesoro di questa lezione, senza dubbio c’è Sony con la sua linea Vaio Serie V che, anche se in maniera leggermente differente, cerca di dare del personal computer la stessa interpretazione che ha dato Apple con il suo iMac G5/Intel.</p>
<h2>Lo stile in movimento</h2>
<p>E per chi è sempre in movimento? Come ho già accennato il portatile, oltre che come un indispensabile strumento di lavoro, molto spesso deve essere inteso come un accessorio, alla stregua di una borsa, di un orologio, di un paio di scarpe e quindi va scelto, oltre che tenendo in considerazione i logici parametri tecnici, anche quelli estetici. Ancor più perchè il nostro portatile, al contrario di un comune personal computer, ci seguirà ovunque e dovrà essere estratto anche in occasioni formali.<br />
Proprio per tutta questa serie di motivi, i produttori si sono sempre dimostrati più sensibili al design dei laptop (portatili) piuttosto che a quello dei desktop. Infatti, oltre alla stradominante Apple con i suoi economici MacBook ed i fantastici MackBook Pro, troviamo ancora Sony con l’intera gamma di laptop Vaio, partendo dai 17 pollici della potentissima Serie A fino al fantastico e microscopico Vaio TX da 11 pollici, con case in fibra di carbonio, ed un peso totale di poco più di un chilogrammo: l’ideale per chi è sempre in movimento.<br />
Per chi invece fa dello stile il proprio tratto caratteristico, un’interessante alternativa è rappresentata dai portatili Ego (www.ego-lifestyle.com), assolutamente unici nell’aspetto &#8211; molto simili a sofisticate borsette – e altrettanto unici nei contenuti tecnici, presentano, fra le tante peculiarità, quella di adottare un sistema di cover facilmente intercambiabili, disponibili nelle categorie “Classic”, “Special” e “Trend” per i quali sono stati utilizzati materiali quali pelle e Alcantara.<br />
Ovviamente un portatile è anche l’ideale non solo per chi deve spostarsi continuamente, ma anche per chi ha poco spazio o per chi non intende fare un uso continuo ed intensivo del mezzo e quindi vuole sfuttare la possibilità di poterlo chiudere e riporre.</p>
<h2>Il monitor come specchio dell’anima</h2>
<p>In principio erano a fosfori verdi ed unicamente a caratteri, poi arrivò il colore e la grafica e con il passare del tempo la definizione e la qualità dell’immagine sono andati sempre migliorando fino a raggiungere la qualità elevatissima che oggi conosciamo ma sempre in tecnologia tradizionale, in tecnologia CRT, ovvero con il buon vecchio tubo a raggi catodici. L’unico vero neo di questa tecnologia è rappresentato dall’imbarazzante ingombro che questi monitor occupano. Oggi un’altra generazione di monitor sta lentamente soppiantando quelli CRT, ovvero quelli LCD. Questi ultimi, oltre ad avere minor emissioni ed un minor consumo energetico sono anche notevolmente meno ingombranti. Questa loro peculiarità li rende particolarmente adatti ad essere inseriti in ambienti in cui l’impatto estetico riveste un ruolo importante.<br />
E` difficile dire quali schermi siano più di design di altri in quanto di per sè un monitor non presenta notevoli elementi di contorno, sicuramente vanno ricordati i monitor della serie Cinema Display della Apple della dimensione fino a 30 pollici, utilizzabili su qualsiasi computer anche non Apple, alla stessa dimensione arrivano anche i monitor Dell della serie widescreen.</p>
<h2>Stile senza compromessi</h2>
<p>Quelle viste sino ad ora sono tutte soluzioni off-the-shelf, ottimi esempi di industrial design, alcuni di essi hanno segnato un vero e proprio punto di svolta nel modo di concepire il design dell’informatica di consumo diventando punti di riferimento. Ma nell’applicare il design agli oggetti tecnologici non si sono cimentati soltanto i designer delle grandi società, esistono infatti interessanti esperimenti e concept che hanno portato a realizzare prototipi veramente interessanti. Voglio segnalarne due fra tutti: il progetto Prisma, realizzato dallo studio di designer milanesi V12 ed il Legnatile, un progetto dalla genesi totalmente differente ma dal risultato altrettanto eccezionale concepito e realizzato da Gabriele &#8220;asbesto&#8221; Zaverio.<br />
Prisma sostanzialmente è un computer all&#8217;interno di una lampada da tavolo, i materiali con cui è prodotto sono l’alluminio, il Perspex, la lamiera di alluminio ed il silicone: non so quanto sia pratico come computer ma se il vostro scopo è quello di renderlo invisibile nell’ambiente questo è l’oggetto che fa per voi.<br />
Siete dei patiti del vintage, delle fibre naturali? Non sopportate il contatto con innaturali materie plastiche? L’arredamento in cui dovete inserire il vostro nuovo computer è talmente classico da far risultare un po’ stonato ogni oggetto all’apparenza troppo “moderno”? Il Legnatile dell’eclettico Gabriele Zaverio e quello che fa per voi: interamente fatto a mano, in questo laptop tutte le parti plastiche del case sono state sostituite con parti in legno, cuoio e materiali ecocompatibili. Quando si entra in possesso di un pezzo uscito dal suo laboratorio di Palazzolo Acreide, un antico paesino al centro della Sicilia, possiamo essere più che certi che quello che abbiamo per le mani è sicuramente un pezzo unico.</p>
<h2>Accessori</h2>
<p>Il design, ed a volte anche il lusso, ha saputo esprimersi molto bene anche creando semplici accessori per il mondo dell’informatica. Ad esempio all’interno del mercato degli hard disk esterni fanno sempre più spesso capolino modelli espressamente disegnati per far bella mostra di sè. È senza dubbio il caso degli eleganti dispositivi della Western Digital serie MyBook o dei più sbarazzini Brick della LaCie.<br />
E che dire delle tastiere in bambù o dei mouse tempestati di cristalli Swarovski venduti da Neiman Marcus?<br />
Insomma oggi chi in eleganti spazi aperti al pubblico tiene ben in vista ingombranti scatoloni o, addirittura, vecchi monitor CRT tutti avvolti in cavi polverosi all’inverosimile non ha veramente scusanti.</p>
<p><a href="http://www.professionaloptometry.it/openfile.asp?f=15_06_02">Qui</a> la versione impaginata</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danilopaissan.net/blog/2007/05/29/quando-la-tecnologia-diventa-design/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Skype: l’oro nascosto in fondo al cavo di rete</title>
		<link>http://www.danilopaissan.net/blog/2007/05/29/skype-l%e2%80%99oro-nascosto-in-fondo-al-cavo-di-rete/</link>
		<comments>http://www.danilopaissan.net/blog/2007/05/29/skype-l%e2%80%99oro-nascosto-in-fondo-al-cavo-di-rete/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 May 2007 15:40:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo P.</dc:creator>
				<category><![CDATA[OF]]></category>
		<category><![CDATA[PO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danilopaissan.net/blog/2006/07/01/skype-l%e2%80%99oro-nascosto-in-fondo-al-cavo-di-rete/</guid>
		<description><![CDATA[
	Anche se l&#8217;autore del testo sono io tutti i diritti sono stati ceduti a Dogma s.r.l. e quindi viene ripubblicato qui per gentile concessione dell&#8217;editore

Sfruttiamo a fondo le risorse di internet in modo che diventi una reale opportunità di risparmio per la nostra attività
Vigili urbani gigioni, “Puponi” che “stappano” spine telefoniche dal muro, Claudio Amendola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
	<em><strong>Anche se l&#8217;autore del testo sono io tutti i diritti sono stati ceduti a <a href="http://www.dogma.it/">Dogma s.r.l.</a> e quindi viene ripubblicato qui per gentile concessione dell&#8217;editore</strong></em>
</p></blockquote>
<h2>Sfruttiamo a fondo le risorse di internet in modo che diventi una reale opportunità di risparmio per la nostra attività</h2>
<p>Vigili urbani gigioni, “Puponi” che “stappano” spine telefoniche dal muro, Claudio Amendola in spiaggia a guardare la tv sul cellulare: siamo letteralmente bombardati da pubblicità sulle compagnie telefoniche, sulle offerte, sulle tariffe. Le compagnie telefoniche, sfruttando la nostra crescente necessità di comunicare, si contendono quella fisiologica quota di utenza in cerca di insoddisfatti del proprio operatore. Ma, mentre nel mondo degli operatori fissi e mobili non esiste una tariffa radicalmente conveniente rispetto alle altre, è dal mondo di internet invece che arrivano le vere novità. Infatti, grazie alla tecnologia Voice over IP (VoIP) è oggi possibile effettuare chiamate telefono-telefono, computer-computer o computer-telefono utilizzando la rete IP, normalmente internet, come rete di comunicazione. Questo tipo di comunicazione, inizialmente utilizzato quasi esclusivamente dalle compagnie telefoniche per i collegamenti internazionali, con la diffusione della banda larga anche all’utenza domestica ha cominciato a rappresentare una reale e consistente opportunità di risparmio per gli utenti. Infatti il primo ed immediato risultato dell’arrivo del VoIP sul desktop degli utenti è stato quello di poter comunicare con la voce fra due computer collegati in rete mantenendo una qualità del suono elevatissima, occupando comunque poca banda e soprattutto in maniera assolutamente gratuita.</p>
<p><span id="more-50"></span></p>
<p>Nel 2002 fa il suo ingresso in scena Skype, il prodotto che è stato per il mondo del VoIP un po’ quello che Microsoft è stata per il mondo dei sistemi operativi. Forse non è il miglior prodotto in circolazione, forse è un possibile stop alle future capacità di sviluppo dell’intero settore in favore del proprio business grazie all’adozione di uno standard proprietario invece che di uno standard aperto. Ma sicuramente Skype, come e più di Microsoft, ha saputo dare immediatamente un prodotto stabile, pieno di appeal, estremamente facile da utilizzare e ricco di funzionalità senza un vero competitor. Queste condizioni hanno permesso a Skype ed ai suoi fondatori, i celebri Niklas Zennström e Janus Friis già creatori di KaZaA, di prendere in pochissimo tempo il monopolio dell’utenza VoIP domestica. Il 14 ottobre del 2005 la lussemburghese Skype viene acquista dal colosso americano specializzato in aste on-line eBay per la strabiliante cifra di 1.9 miliardi di euro fra contanti ed azioni più altri 1.5 miliardi di euro in premio se verranno raggiunti i traguardi posti per il 2008. Niente male per un software che ai suoi albori veniva giudicato uno dei tanti gadget con cui perdere tempo online.</p>
<p>Ma dal 2002 ad oggi Skype non ha conosciuto soltanto importanti cambiamenti nel proprio assetto societario. Nel momento in cui scrivo infatti la release disponibile per il download è la 2.5, una release ricca di succose novità. In questa release infatti oltre agli ormai consolidati servizi di chat, invio file, chiamata vocale, teleconferenza, SkypeOut, SkypeIn, Skype Voice Mail si sono aggiunti anche quelli di video chiamata (dalla versione 2) ed invio SMS (dalla versione 2.5).</p>
<p>Ma come funziona Skype? L’idea generale alla base di tutto il funzionamento è molto semplice, ci si procura un microfono, un paio di cuffie ed eventualmente una webcam nel caso si voglia sfruttare la funzionalità di videochiamata, si va sul sito di Skype (www.skype.com), si scarica il software, ci si registra scegliendo una username, una password ed inserendo i propri dati personali. A questo punto ci si può connettere in rete, una volta connessi si potrà cominciare ad effettuare chiamate.</p>
<p>Introducendo il VoIP abbiamo accennato a tre possibilità di comunicazione: telefono-telefono, computer-computer, telefono-computer. Nella sua configurazione “base”, senza l’acquisto di nessun servizio a pagamento, Skype ci permette di lavorare nella modalità computer-computer. In questa modalità saremo in grado di contattare qualsiasi altro utente registrato sul network di Skype ed online e a questo punto saremo in grado di effettuare chiamate audio, chiamate video, audioconferenze, invio file e sessioni chat, il tutto in modo completamente gratuito. Già questo rappresenterebbe un ottimo motivo per installare ed utilizzare Skype ovunque vi sia un computer ed una connessione ed una linea ADSL. Ma tutto questo sarebbe possibile, con i dovuti distinguo, anche con altri programmi, il vero colpo da maestro di Skype arriva con i servizi a pagamento, i servizi che ci permettono di operare in modalità telefono-computer.</p>
<p>Infatti, per quanto la comunità degli utenti Skype si accresca di giorno in giorno (mentre scrivo sono online più di 4 milioni di utenti e vengono effettuati 298 download al minuto), gli utenti della telefonia tradizionale sono infinitamente superiori: serviva quindi qualcosa che creasse un ponte fra la telefonia online e quella tradizionale. Proprio per questo motivo è stato messo in campo il servizio SkypeOut, esso ci permette infatti, acquistando preventivamente un credito presso Skype, di effettuare chiamate dal computer verso gli operatori di telefonia fissa o mobile di tutto il mondo a prezzi vantaggiosi. Ma quanto vantaggiosi? Dipende.</p>
<p>Se, ad esempio, utilizziamo il servizio SkypeOut per effettuare chiamate dall’Italia verso telefoni fissi o mobili sul territorio nazionale, direi che non esiste convenienza (0.020 Euro al minuto verso i telefoni fissi, 0.287 Euro al minuto verso i telefoni mobili), anzi, i tagli alle tariffe fatti negli ultimi anni hanno reso la telefonia tradizionale veramente concorrenziale. Il discorso cambia completamente se parliamo di telefonate internazionali o intercontinentali, ad esempio, una telefonata verso un telefono fisso negli USA costa 0.020 Euro al minuto, la stessa telefonata con Telecom Italia ci costerebbe 0.181 Euro al minuto o, ancora meglio, una telefonata in Australia con Skype ci costerebbe comunque 0.020 Euro al minuto mentre con Telecom Italia, sempre per un minuto, dovremmo pagare 0.85 Euro.</p>
<p>E se volessimo inviare SMS? Dalla versione 2.5 è possibile fare anche questo. Infatti se gli utenti Skype della nostra rubrica, fra i loro dati, hanno accluso anche il loro numero di cellulare sarà possibile inviare loro un SMS direttamente facendo click con il tasto destro sulla loro icona e selezionando “invia un messaggio SMS&#8230;”, al contrario, in caso volessimo inviare un SMS ad un utente, o ad un gruppo di utenti, con Skype potremmo digitare direttamente i numeri telefonici e poi comporre comodamente il testo del messaggio tramite la tastiera del computer. Anche in questo caso, come per la telefonia classica, il risparmio diventa molto più evidente inviando SMS verso l’estero: un SMS via Skype verso la rete mobile italiana costa 0.117 Euro mentre verso la rete mobile USA costa 0.104 Euro.</p>
<p>Questo per le telefonate in uscita dal nostro computer verso i telefoni fissi e mobili di tutto il mondo, ma per le telefonate in entrata come si può fare?<br />
Chiaramente in modalità computer-computer il problema non sussiste, infatti in questa modalità tutti gli utenti dovranno essere autenticati ed online sul network Skype per poter essere contattati. Invece il problema si fa più spinoso in modalità computer-telefono, infatti come potranno fare i normali telefoni di rete fisse e mobile a chiamare un utente online sulla rete Skype? Al fine di superare anche quest’ostacolo Skype ha varato un servizio apposito: SkypeIn.</p>
<p>In breve, si tratta di “noleggiare” per 30 Euro l’anno o per 10 Euro al trimenstre un numero di rete fissa in un paese fra Stati Uniti, Regno Unito, Brasile, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Hong Kong, Polonia, Svezia e Svizzera ma la lista è destinata ad allungarsi. Skype si occuperà poi di mappare questo numero con la nostra username, in questo modo quando qualcuno ci vorrà raggiungere da un telefono fisso o mobile potrà chiamare questo numero e la chiamata verrà instradata sulla rete internet, sul network Skype facendo squillare la nostra cornetta virtuale. Il fatto che ad oggi non ci siano ancora numeri SkypeIn italiani effettivamente limita molto l’utilizzo nostrano di questo servizio, ma è solo questione di tempo.</p>
<p>Un perfetto servizio da utilizzare in accoppiata, ad esempio, con SkypeIn è Skype Voicemail: la segreteria telefonica di Skype.<br />
Quando voi non potete rispondere perchè siete offline, sia che vi chiamino via SkypeIn (da un telefono fisso o mobile) o via Skype (da un altro computer connesso alla rete Skype) ci penserà Voicemail a registrare i messaggi che chi ha chiamato vi lascerà. Appena tornerete online le chiamate perse vi verranno notificate e potrete riascoltare i messaggi. Skype Voicemail costa 15 Euro l’anno o 5 Euro a trimestre ma viene dato in omaggio in caso si acquisti un numero SkypeIn.</p>
<p>L’ultimo ambito operativo del VoIP via Skype che ci resta da esplorare è quello delle comunicazioni telefono-telefono. In senso stretto tramite Skype non si riuscirebbero a fare chiamate da telefono a telefono, possiamo però, tramite l’acquisto di telefoni particolari, simulare una chiamata di questo tipo.<br />
Ad esempio è possibile acquistare, anche direttamente dal sito stesso di Skype, un cordless in grado di collegarsi contemporaneamente al computer ed alla linea telefonica tradizionale. In questo modo potremo selezionare, per ogni chiamata, con quale rete effettuarla, se con quella tradizionale o via Skype. Associando tutto questo ad un abbonamento SkypeIn saremmo anche in grado di ricevere sul cordless, oltre che le telefonate provenienti dalla rete fissa e mobile al nostro numero fisso, anche le telefonate provenienti al nostro numero SkypeIn. Purtroppo questo sistema rappresenta ancora una configurazione ibrida che necessita comunque di un computer per funzionare.</p>
<p>Abbiamo visto quindi tutte le possibilità di utilizzo che Skype ci mette a disposizione e sono molte ed interessanti. Ma come potrebbe esserci utile Skype in ambito lavorativo all’interno del nostro punto vendita o nel nostro ufficio? Per prima cosa assumiamo che tutti i punti vendita e gli uffici siano provvisti di una connessione a banda larga (almeno una ADSL) con un contratto FLAT. Da quanto abbiamo detto fino ad ora si potrà capire facilmente che utilizzare SkypeOut per chiamare telefoni fissi o mobili può portare un vero risparmio solo e soltanto nel caso si facciano numerose telefonate all’estero, in questo caso il risparmio sarebbe istantaneo e tangibile. Ma il risparmio più drastico si ha comunque con l’utilizzo di Skype nella sua modalità più “pura”, quella da computer a computer, in questo caso la spesa sarà uguale a zero euro. Pensate ad una serie di punti vendita che comunemente si chiamano più e più volte al giorno per gestire ed organizzare il lavoro, pensate, di colpo si potrebbe azzerare la spesa per tutto questo traffico telefonico.</p>
<p>Inoltre, cosa non trascurabile di questi tempi, le chiamate effettuate via Skype, essendo veicolate su di un protocollo cifrato non sono intercettabili, almeno nel contenuto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danilopaissan.net/blog/2007/05/29/skype-l%e2%80%99oro-nascosto-in-fondo-al-cavo-di-rete/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
