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	<title>Danilo Paissan &#187; Open Source</title>
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	<description>Perche` la tecnologia abbia successo, la realta` deve avere la precedenza sulle pubbliche relazioni</description>
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		<title>Alcuni progetti OS aggiungono la clausola &#8220;no military use&#8221; alla GPL</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Aug 2006 13:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo P.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>

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		<description><![CDATA[Tiziano Mengotti e Rene Tegel sono i responsabili dello sviluppo del progetto GPU, un client Gnutella che crea supercomputer ad-hoc permettendo ad i singoli PC sulla rete di mettere in condivisione le proprie risorse di CPU. L&#8217;aspetto veramente degno di interesse di Gnutella per&#242; &#232; la sua licenza, infatti per la prima volta all&#8217;interno della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.geocities.com/tmengotti/home.html" target="_blank">Tiziano Mengotti</a> e Rene Tegel sono i responsabili dello sviluppo del progetto <a href="http://gpu.sourceforge.net/" target="_blank">GPU</a>, un client <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gnutella" target="_blank">Gnutella</a> che crea supercomputer ad-hoc permettendo ad i singoli PC sulla rete di mettere in condivisione le proprie risorse di CPU. L&#8217;aspetto veramente degno di interesse di Gnutella per&ograve; &egrave; la sua licenza, infatti per la prima volta all&#8217;interno della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gpl" target="_blank">GPL</a> viene introdotta una clausola, denominata <a href="http://gpu.sourceforge.net/GPL_license_modified.txt" target="_blank">&#8220;no military use&#8221;</a>, che di fatto vieterebbe l&#8217;utilizzo dei software licenziati in questo modo in ambito militare.</p>
<p><span id="more-39"></span></p>
<p>Giusto? Sbagliato? Dal punto di vista morale chiaramente rimane una questione molto soggettiva, ma dal punto di vista tecnico? I pareri non si sono certo fatti attendere. <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Stallman" target="_blank">Richard Stallman</a>, il fondatore del movimento Free Software ed autore della GPL, nonostante ritenga che il requisito emerso non sia del tutto peregrino esprime un&#8217;assoluta contrariet&agrave; verso i metodi utilizzati, metodi che prevedono il diritto per lo svilippatore, o il distributore, di controllarne l&#8217;uso in aperta contraddizione con lo spirito del free sostware. Sostanzialmente sulle stesse posizioni anche <a href="http://russnelson.com/" target="_blank">Russ Nelson</a>, membro fondatore dell&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Open_Source_Initiative" target="_blank">Open Source Initiative</a> (OSI)</p>
<p>E la comunit&agrave; degli sviluppatori? Sembra aver accolto positivamente questa <em>novit&agrave;</em> richiamandosi anche alle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tre_leggi_della_robotica" target="_blank">Tre leggi della robotica</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isaac_Asimov" target="_blank">Isaac Asimov</a>, di cui la prima recita: un robot non può recare danno a un essere umano, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.</p>
<p>Io sono un po&#8217; scettico. In questi ultimissimi anni, forse mesi, l&#8217;Open Source si sta lentamente e faticosamente guadagnando il rispetto ed il posto che merita all&#8217;interno del mercato dell&#8217;Information Technology di fascia Enterprise. Solo per fare degli esempi penso ad <a href="http://www.oracle.com/lang/it/technologies/linux/index.html" target="_blank">Oracle</a> che spinge come sua piattaforma di elezione Linux, o il recente porting del client <a href="http://www-306.ibm.com/software/swnews/swnews.nsf/n/nhan6rfrrb?OpenDocument&#038;Site=software" target="_blank">Lotus Notes V.7</a> sempre su Linux,  o il sempre maggior interesse con cui il mondo della virtualizzazione guarda a Xen.<br />
D&#8217;altra parte penso a quanto il mondo <em>&#8220;militare&#8221;</em> o vicino ai militari investe economicamente, direttamente ed indirettamente, nell&#8217;Open Source, uno su tutti l&#8217;NSA con il modulo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Security-Enhanced_Linux" target="_blank">SELinux</a>.</p>
<p>Ecco, in una situazione che sembra volgere al meglio, introdurre un elemento come la clausola &#8220;no military use&#8221; secondo me equivarrebbe a fare un passo in dietro, a tornare a quando coesistevano una miriade di licenze che rendevano, di fatto, poco usabile per scopi commerciali quasi ogni pacchetto software. Pensate a cosa succederebbe se, seguendo questo trend, di colpo alcune librerie molto utilizzate diventassero inutilizzabili per scopi militari. Insomma un pasticcio che rischia, come evidenziato da pi&ugrave; parti, di rivelarsi inutile per chi ha proposto la modifica perch&egrave; la vedrebbe puntualmente disattesa, per gli utilizzatori che si troverebbero in una situazione molto delicata nel cercare di rispettare le licenze d&#8217;uso, per gli sviluppatori che cercando di utilizzare librerie e componenti software dalle licenze omogenee si troverebbero in una situazione molto frustrante.</p>
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		<title>Universal Remote Desktop Connection</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Aug 2006 09:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo P.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>

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		<description><![CDATA[

Microsoft ha annunciato che sta lavorando a tutto vapore al rilascio della versione Universal della propria applicazione &#8220;Remote Desktop Connection&#8221; che permette agli utenti della mela di connetersi alle macchine Windows via Terminal Service. Senza dubbio una feature comodissima.

Detto questo devo dire per&#242; che la possibilit&#224; di connettersi via TS ad una macchina Windows &#232; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<img src="http://www.danilopaissan.net/blog/wp-content/uploads/2006/08/RDC.PNG" alt="Remote Desktop Connection" /><br />
Microsoft ha annunciato che sta lavorando a tutto vapore al rilascio della versione Universal della propria applicazione <em>&#8220;Remote Desktop Connection&#8221;</em> che permette agli utenti della mela di connetersi alle macchine Windows via <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Terminal_Services" target="_blank">Terminal Service</a>. Senza dubbio una feature comodissima.
</p>
<p>Detto questo devo dire per&ograve; che la possibilit&agrave; di connettersi via <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Terminal_Services" target="_blank">TS</a> ad una macchina Windows &egrave; disponibile indipendentemente dal fatto che Microsoft renda disponibile o meno un&#8217;applicazione. Infatti il tutto si basa sul protocollo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Remote_Desktop_Protocol" target="_blank">RDP</a> implementato ad esempio da rdesktop e disponibile in sorgente. Su Linux funziona che &egrave; una bellezza, potrebbe funzionare anche su OS X oppure si potrebbe provare ad utilizzare i binari messi a disposizioni da <a href="http://pdb.finkproject.org/pdb/search.php?summary=rdesktop" target="_blank" target="_blank">fink</a>. </p>
<p><span id="more-34"></span></p>
<p>
Cos&egrave; fink?</p>
<blockquote>
<p>Fink è un progetto che vuole portare il mondo di Unix e del software Open Source in Darwin e Mac OS X. Come scopo, abbiamo due obiettivi principali. Primo, modificare codice esistente di software Open Source in modo che si compili e che funzioni su Mac OS X. (Questo processo è chiamato porting.) Secondo, rendere disponibili i nostri risultati agli utenti normali, distribuzioni semplici che assomiglino a quelle usate dagli utenti Linux. (Questo processo è chiamato packaging.) Il progetto offre pacchetti binari precompilati così come buona parte del sistema di compilazione automatica da codice sorgente.</p>
<p>Per raggiungere questi obiettivi, Fink si basa su un eccellente gestore di pacchetti prodotto dal progetto Debian &#8211; dpkg, dselect e apt-get. Oltre questo, Fink aggiunge suoi personali gestori di pacchetti, chiamati (sorpresa!) fink. Puoi vedere fink come un compilatore &#8211; esso prende le descrizioni pacchetti e ne produce dei pacchetti binari .deb. In questo processo, scarica il codice sorgente direttamente da internet, rattoppa il tutto se necessario, quindi passa attraverso il completo processo di configurazione e costruzione del pacchetto. Per ultima cosa, raccoglie i risultati in un pacchetto che è pronto per essere installato da dpkg.</p>
<p>Da quando Fink è nato su Mac OS X, esso ha una ristretta politica per evitare ogni tipo di interferenza con il sistema base. Come risultato, Fink gestisce un albero di cartelle e prevede le infrastrutture per renderlo di facile uso. </p>
</blockquote>
<p>Interessante non &egrave; vero?</p>
<p>Concludendo non &egrave; che sia proprio contro Microsoft &egrave; che credo che sia sempre bene conoscere le alternative…</p>
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